Acqua
bene comune
Tre referendum per l'acqua pubblica
Tre firme per ribadire: fuori l'acqua dal mercato! Fuori i profitti
dall'acqua!
Promozione di tre quesiti
referendari:
- abrogazione dell’art. 23 bis (12 commi) della l. n.
133 del 2008 relativo alla privatizzazione
dei servizi pubblici di rilevanza economica, così
come modificato dall’art. 15 della legge di conversione
n. 166 del 2009.
- abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del d. lgs.
n. 152 del 2006 (c.d. codice dell’ambiente), relativo
alla scelta della forma di gestione e procedure di affidamento,
segnatamente al servizio idrico integrato;
- abrogazione dell’art. 154 del d. lgs. n. 152 del 2006,
limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la
tariffa costituisce corrispettivo del servizio idrico integrato
ed è determinata tenendo conto dell’adeguata remunerazione
del capitale investito.
In buona sostanza i quesiti referendari
servono per tirare fuori l'acqua dai servizi pubblici di rilevanza
economica, considerandola come bene comune e non merce vendibile;
per far sì che la gestione dell'acqua sia pubblica e
non in mano a società per azioni e multinazionali, e
che venga eliminato quel comma della legge n. 152 che prevede
che la società di gestione dell'acqua debba avere un
profitto, calcolato in un 7% che ricadrebbe in primis
sui cittadini.
L'appello del Forum italiano
dei movimenti per l'acqua è di riprendere in mano i valori
base della democrazia, partendo proprio dallo strumento democratico
per eccellenza: il referendum.
Il sito di riferimento è www.acquabenecomune.org
Qualche informazione
in più sulla questione dell'acqua: