ZEROZEROCINQUE
Firmate
l'appello della Società Civile Internazionale al G-20
su www.zerozerocinque.it
per introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie
coordinata a livello internazionale (FTT)
La Tassa sulle Transazioni Finanziarie
(TTF) è una piccola tassa che verrebbe applicata a
tutte le transazioni sui mercati finanziari. Si applicherebbe
in particolare a ogni transazione finanziaria perpetuata attraverso
lo scambio di azioni, obbligazioni, valute, di contratti futures
o di qualunque altro strumento finanziario scambiato fra attori
operanti abitualmente sui mercati finanziari. Le transazioni
come pagamenti per beni e servizi, prestazioni lavorative,
rimesse all’estero non sarebbero soggette alla TTF.
Prestiti interbancari a breve termine e tutte le ordinarie
operazioni bancarie (prelievi, versamenti, bonifici, ecc.)
sarebbero esclusi dall’applicazione della tassa.
I tassi proposti variano dallo 0,01%
allo 0,5% (a seconda del tipo di transazioni interessate).
La tassa è configurata in modo tale che gli investitori
a lungo termine ne risentano solo in un arco di tempo molto
lungo; è inoltre ideata in modo da avere un impatto
lieve sui trader occasionali, mentre intercetterebbe scambi
di natura speculativa perpetuati per esempio da trader
giornalieri (che eseguono un numero elevato di operazioni
spalmate su un arco temporale anche di poche ore se non meno),
rendendoli meno convenienti.
Il gettito risultante dipenderebbe dal tasso
imposto e dall’applicazione della TTF su scala internazionale.
Se la tassa venisse applicata globalmente allo 0,05%
si stima (Austrian Institute for Economic Research)
che il gettito possa attestarsi fra i 500 e i 1000
miliardi di dollari l’anno anche a fronte di
una potenziale riduzione di circa il 65% delle attività
finanziarie conseguente all’introduzione della tassa.
Se la TTF fosse introdotta in un primo momento
a livello dei singoli paesi, le rispettive autorità
nazionali ne controllerebbero ogni aspetto e deciderebbero
autonomamente se e quanto utilizzare del gettito raccolto
per progetti internazionali. Nella auspicabile prospettiva
dell’introduzione della tassa su scala globale, si dovrà
andare verso la definizione di un ente sovranazionale (preferibilmente
inquadrato nel sistema delle Nazioni Unite) che soprassieda
a ogni fase dell’applicazione della TTF con poteri di
controllo e di intervento in caso di infrazioni.
Parte del gettito raccolto
(potenzialmente il 50%) verrebbe impiegato per ridurre
il debito pubblico e per compensare le enormi spese
pubbliche (pagate con i soldi dei contribuenti) degli ultimi
mesi risultate necessarie per salvare il sistema bancario
e finanziario nonché al sostegno al reddito
e all’occupazione e alla mitigazione delle criticità
sociali acuitesi con la crisi.
Un’altra parte del gettito verrebbe destinata
in aiuti ai paesi più poveri del pianeta e
rappresenterebbe una risorsa fondamentale per realizzare gli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio fissati dalla comunità
internazionale nel 2000.
In maniera ancora più generale, parte del gettito raccolto
con la TTF potrebbe essere utilizzata per il finanziamento
dei Beni Pubblici Globali – dalla biodiversità
alla tutela del clima fino alla stessa stabilità finanziaria
– che interessano l'insieme dell'umanità e che
nessun governo è in grado di assicurare autonomamente.
Oggi servono ingenti somme per stimolare
l’economia reale e le politiche sociali. Vanno reperite
risorse per finanziare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
e misure addizionali per far fronte ai cambiamenti climatici.
Senza contare che il sistema finanziario è
al momento sottotassato. Nonostante abbia vissuto
una fase di ampia espansione negli ultimi decenni fino ad
arrivare a occupare la posizione di attore economico di primissimo
piano, il settore finanziario contribuisce marginalmente ai
bilanci degli Stati, pur trovandosi sempre più spesso
(e non solo nelle ricorrenze di crisi cicliche) tra i responsabili
delle difficoltà economiche cui gli Stati devono far
fronte.
Fonte: zerozerocinque.it
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